Facebook delle macchinePrima di parlare del Facebook delle macchine, dovremmo soffermarci a definire cosa sia Facebook.

Facebook è innanzitutto un “luogo”. Un mio amico lo definisce “il condominio”.

In questo luogo si incontrano ed interagiscono tra loro delle persone che, in questo luogo, sono venuti ad abitare, creandosi il proprio account.

Il condominio è piuttosto affollato e dove ci sono persone c’è quasi sempre interazione, condivisione, confronto (ahimé anche scontro… ma che volete, siamo essere umani..)

Ci fermiamo qui con la definizione di Facebook, perché non è nostro intento approfondire ulteriormente l’argomento.

Abbiamo parlato di luogo, di interazioni, condivisioni. Proviamo ad esprimere gli stessi concetti… ma in maniera più tecnica e asettica.

Facebook è un luogo virtuale nel quale utenti lontani nello spazio possono scambiare informazioni e dati di diversa natura e formato: testo, immagini e video.

Se ci pensate bene abbiamo appena definito l’Internet of Things.

Fino ad ora l’avevamo descritta più o meno così:

L’integrazione di oggetti di qualsiasi genere in una rete digitale universale.

Ma io preferisco questa:

Oggetti di qualsiasi genere, lontani nello spazio, che possono scambiare informazioni e dati di diversa natura e formato.

Mi ricorda qualcosa che già conosco bene, che mi è familiare. Ho chiaro in testa come funziona e cosa potrà rappresentare.

Un Facebook delle macchine.

Hardware e software che diventano un tutt’uno comunicante. Tutto diventa interfaccia. Tutto diventa un ponte, un mezzo per l’altrove.

Tutto diventa un loop, dove l’uomo ha finalmente un ruolo che gli compete: non è al servizio della macchina, ma la gestisce e governa.

Non è nel Facebook delle macchine, ma lo amministra.

Ma quale sarà il vantaggio di questo “social” delle macchine?

I vantaggi di tutto questo ha a che fare con le categorie della velocità e della dimensione: una massa enorme di dati (Big data) condivisa in maniera istantanea.

Si è detto:

Da una produzione di massa ad una massa di prodotti personalizzati.

Ora è possibile. Ora che tanti passaggi non vengono semplicemente velocizzati, ma assolutamente saltati, eliminati.

L’ordine della massaia di Voghera non arriverà più all’ufficio competente dove un impiegato si prenderà carico dell’ordine e, in caso di richieste particolari, applicherà il dovuto e giustificato sovrapprezzo e modificherà, posticipandola, la data di consegna.

No.

L’ordine della massaia di Voghera verrà ricevuto da una macchina che condividerà l’informazione direttamente con la linea di produzione nella quale, un apposito software (magari realizzato da Next, perché no?) gestirà i dovuti input affinché il prodotto personalizzato dalla affezionata cliente, venga realizzato ed evaso nei tempi previsti e ad un costo invariato.

Tutto supervisionato da operai specializzati in grado di interfacciarsi con macchine e software ad alto livello tecnologico.

Ecco in cosa consiste il Facebook delle macchine.

Ma una differenza col social che conosciamo ci sarà. È sarà in meglio.

Qui non ci saranno gattini.

Almeno in una prima istanza..

 

 

Ascoltando: Gary Jules – “Mad world
Lettura in corso: “Più che umano” di Theodore Sturgeon
Mood: Futurista

Digital strategist