In questo blog abbiamo spesso parlato di strumenti software votati al monitoraggio dell’efficienza produttiva. Ne abbiamo parlato in abbondanza e continueremo a farlo perché si tratta di strumenti strategici molto semplici da implementare.

Ma oggi parleremo d’altro. Parleremo di automazione e di robotica.

Movimentazione robotParleremo di come i nostri software si interfacciano con i robot presenti in stabilimento, occupandosi della loro movimentazione attraverso l’invio di precise missioni.

Come detto in precedenza le nostre soluzioni nascono soprattutto in ottica lean production e industry 4.0.

Cosa vogliano dire queste due espressioni lo abbiamo spiegato in più occasioni in questo blog. Abbiamo anche spiegato come questi due concetti possano andare benissimo a braccetto, in questo post intitolato “La lean production… un messaggio dal futuro?

Da tutte le cose dette, potremmo sinteticamente estrapolare un concetto semplice, quasi banale: diremo che appare palese come l’industry 4.0 sia l’abito naturale per una software house che voglia operare con successo in ambito industriale.

Industry 4.0 significa tante cose. Una componente essenziale è sicuramente l’Internet of things, un’espressione un po’ grezza, forse, ma che sta a significare un enviroment in cui le macchine si interfacciano non solo con gli operatori, ma anche con altre macchine: un ambiente in cui l’uomo si ritaglia un ruolo di super visore, di gestore. Anche di questo abbiamo trattato, parlando di “Human in the loop”.

Quindi i nostri software si occupano anche di gestire le missioni dei robot: in questo ambito collaboriamo con VM Motori (FCA Group) nello stabilimento di Cento (movimentazione AGV) e per la MTD, un’azienda che realizza stampi per le gomme Bridgestone.

Per VM Motori, il nostro sistema IMPROVE, ha il compito di gestire gli AGV (Automatic Guided Vehicle) in maniera che questi spostino i materiali, dai buffer di carico alle linee, per metterli a disposizione degli operatori; nel caso di MTD, i robot, automaticamente (e autonomamente), sono in grado di spostare i pezzi dalle baie di carico, al magazzino e dal magazzino alle macchine a controllo numerico per le varie fasi di lavorazione.

Un lavoro complesso

Quando si ha a che fare con la movimentazione di robot bisogna tener conto di tanti aspetti: non basta far funzionare, far muovere il robot: bisogna saperlo gestire, riuscendo a prevedere qualsiasi tipo di situazione e cercando la maniera migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Innanzitutto bisogna tenere conto del fatto che il robot lavora e si muove in un ambiente in cui sono presenti operatori umani: quindi, prima di tutto, prevedere un efficace sistema di sicurezza.

Se lavora il robot, l’uomo deve solo gestire. Se lavora l’uomo, il robot deve essere inattivo (questo discorso vale per lo meno per i robot che ci siamo trovati a gestire noi: l’innovazione tecnologica sta attualmente progettando robot in grado di interagire con l’uomo, assistendolo in varie fasi del lavoro).

Questo vuol dire prevedere, ad esempio come avviene in MTD, anche una modalità manuale ed una semi-automatica.

Che differenza c’è tra le due situazioni?

La modalità manuale è una situazione in cui il robot è completamente inattivo: bisogna sempre prevedere questa opportunità. In questa situazione è l’operatore umano che si attiverà e, per quello che abbiamo detto prima, il robot deve essere spento.

La modalità semi-automatica, è una situazione in cui, l’operatore può dare una missione manuale al robot, il quale, quindi, si limiterà a svolgere quella singola missione, senza poi richiederne altre, come farebbe in una modalità completamente automatica. Ad esempio, il robot, per qualche motivo, è rimasto con un pezzo in pinza: l’operatore andrà quindi a fornire una missione al robot in maniera che porti il pezzo in magazzino o in macchina per la lavorazione.

Il modus operandi di interfacciamento del nostro software con il sistema del cliente può variare di caso in caso.

AGV ProxautAd esempio, nello stabilimento FCA di Cento, IMPROVE scrive le missioni per il robot sul database. Da lì, vengono trasferite all’AGV. Ma non basta, perché la gestione dell’AGV viene integrata da IMPROVE con altri sistemi, sempre da lui gestiti.

Infatti l’AGV preleva il motore dal buffer di carico e lo porta in linea. Qui si ferma per permettere all’operatore di leggere la matricola del motore attraverso un barcode reader. Dopodiché l’AGV ricomincerà ad avanzare piano, in perfetta sincronia con il sistema pick to light sempre gestito dal nostro sistema. In pratica cosa succede? IMPROVE dalla distinta conosce l’elenco dei componenti da installare sul motore in finitura. A seconda dei componenti l’AGV viene inviato ad una determinata linea. La velocità dell’AGV viene gestita da IMPROVE a seconda degli scaffali indicati dal sistema pick to light, sempre gestito da IMPROVE. Infine IMPROVE andrà a regolare anche l’altezza a cui tenere il motore in relazione all’altezza dell’operatore umano. L’operatore quindi procederà ad assemblare il motore, assecondato perfettamente sia dall’AGV che dal sistema pick to light il quale detterà i tempi di spostamento dell’AGV.

Robot FanucDifferente è invece la gestione dei robot in MTD. In questo caso IMPROVE si interfaccia sia con il PLC (che scambia informazioni sia col robot che con IMPROVE) sia con le macchine a controllo numerico che si occupano della lavorazione dei pezzi.

Qui il robot, ricevuta la richiesta di carico da parte dell’operatore inizia il suo giro: carica il pezzo dalla baia al magazzino. Poi preleverà i pezzi che devono essere lavorati dalle macchine disponibili. Le macchine eseguiranno su quel pezzo tutte le fasi di lavorazione previste da IMPROVE (inserite dall’operatore). Ultimata la lavorazione, automaticamente un segnale attiverà il robot, il quale andrà a prelevare il pezzo per portarlo in magazzino. Da qui, se ha completato tutte le fasi, verrà poi scaricato dal robot nuovamente nella baia, altrimenti partirà verso altre macchine per completare tutte le fasi di lavorazione.

IMPROVE infine fornisce gli input al robot in maniera che esso sappia sempre quale tipo di pezzo deve prendere e quindi utilizzi automaticamente i diversi tool che possiede per afferrarlo e trasportarlo.

Ok robot… ma l’utilizzatore è umano!

Nella nostra home page, nello slider iniziale i visitatori possono leggere questa frase: “L’uomo al centro”.

Vuol dire che il nostro primo pensiero va alle persone che dovranno utilizzare i nostri prodotti. La nostra attenzione quindi, oltre che alla qualità del codice con il quale il software è scritto (utilizzando l’innovativo paradigma ad Agenti) è rivolta alla creazione di interfacce ergonomiche e di facile comprensione. La grafica deve essere gradevole ed intuitiva: nulla che non possa essere spiegata con un manuale di una facciata, costituito più di immagini che di parole.

Forse l’importanza di un progetto veramente umano-centrico non è del tutto compresa. Chi se ne rende veramente conto è chi ha vissuto, sulla propria pelle, la difficoltà di far comprendere un progetto nuovo, un’idea innovativa..

Quanti progetti sono stati cestinati non perché non validi, ma perché mal recepiti da chi poi, di quel progetto sarebbe stato il diretto fruitore!

L’introduzione di maggiore automazione all’interno di uno stabilimento, spesso viene vissuta in maniera negativa dagli operatori che da sempre hanno lavorato in una certa maniera. Il robot viene visto come una complicanza, una cosa in più con cui occorre avere a che fare, invece di qualcosa che possa aiutare sia la produzione che il lavoro di tutti, in primis di loro stessi.

È chiaro che il cavallo di Troia per poter introdurre sistemi innovativi deve essere innanzitutto una grande facilità d’uso: siamo arrivati ad avere un computer in ogni casa perché abbiamo fornito alle persone interfacce grafiche user friendly. Fossimo rimasti alle righe di comando… come sarebbe andata a finire?!

Noi di questa importanza siamo completamente persuasi e, a tutti coloro che vogliono portare innovazione nella propria azienda, nello stabilimento del quale sono responsabili, vogliamo fornire un aiuto reale, a 360°. Il cambiamento è sempre difficile da digerire. Per tutti. Difficile da comprendere a volte: se poi gli strumenti diventano ostacoli anziché facilitatori, se un’interfaccia è complicata…se un comando è complesso… sembrerà sempre più conveniente tornare indietro… tornare a fare le cose così come le abbiamo sempre fatte.

Come si dice: spesso i dettagli sono i veri responsabili del fallimento anche di ottimi piani,… o del loro successo.

Se siete interessati a conoscere meglio le nostre soluzioni, non esitate a contattarci.

A presto!

 

Ascoltando: Alberto Camerini – “Rock ‘n’ Roll Robot
Lettura in corso: “Io, Robot” di Isaac Asimov
Mood: Tecnologico

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