Le immagini, un codice naturale

Inizierei questo articolo con un pensiero di Albert Einstein:

 

Le parole o il linguaggio non sembrano avere alcun ruolo nel mio meccanismo di pensiero.
Casomai, il mio meccanismo di pensiero consiste di immagini.”

 

Senza farla tanto lunga sui perché e i come, dirò che sin dalla più tenera età siamo abituati ad apprendere attraverso le immagini. L’utilizzo delle parole, ad un certo punto della nostra crescita, sposta la nostra attenzione dall’immagine al segno grafico. Anche da adulti comunque, chiunque di noi, avrà avuto modo di sperimentare su se stesso quanto sia più breve il tempo di apprendimento quando si fa uso di immagini.

Certamente la lettura per molti (o pochi?) è un piacere, ma quante volte abbiamo sentito dire: “A me non piace leggere…guardo solo le figure!”.

Chi esprime un tale concetto non è necessariamente un pigro o un incolto: è semplicemente una persona che predilige un determinato tipo di codice.

Un tipo di codice più naturale.

Ma è così per tutti, non appena usciamo dalla nostra zona di comfort.

Cosa voglio dire? Dico che anche l’appassionato di letteratura postmoderna americana, se, invece di leggere un romanzo di Bret Easton Ellis, prendesse in mano un manuale su come cambiare le puntine del motore della moto, spererà di trovarsi davanti un libretto ricco di immagini..

Perché il visual management?

Il visual management ha assunto un notevole rilievo grazie anche alla diffusione dei principi della lean manufacturing.

Secondo la lean infatti, ogni postazione lavorativa deve essere “parlante”, deve esprimere la funzione di ogni sua parte, di ogni strumento in una maniera “visiva”: segnaletica orizzontale, etichette, device e altri strumenti sono parte integrante dei principi della lean manufacturing.

Ma perché è così importante implementare strumenti di questo tipo?

Ecco alcuni benefici:

  • Riduzione al minimo degli sprechi, anche di tempo, in quanto un principio del visual management vuole che tutto sia sotto controllo, immediatamente disponibile e ben ordinato
  • Immediata comprensione delle cose da fare e delle cose fatte
  • Miglioramento dell’efficienza nella gestione dei processi, attraverso un’immediata visualizzazione degli stati di avanzamento

 

Dai post-it ai monitor LED

Il visual management può essere considerato un approccio pratico atto a rendere evidenti tutti i processi e le informazioni del flusso di lavoro.

Si sposa alla perfezione con i principi della lean production perché contribuisce a potenziare il principio delle 5 S: Seiri , Seiton, Seiso, Seiketsu e Shitsuke.

  • Seiri (sgomberare): in questa fare occorre sgomberare il campo di tutto ciò che è superfluo.
  • Seiton (mettere in ordine): è qui che entra in gioco il visual management. Sistemando, mettendo in ordine, evidenziando tutto ciò che è strettamente necessario al nostro lavoro.
  • Seiso (pulire): in un ambiente pulito non è possibile nascondere le inefficienze. Quindi le grafiche, le interfacce devono essere chiare, pulite e fornire immediatamente il dato per cui sono state concepite.
  • Seiketsu (standardizzare): stabilire degli standard. Nel caso del visual management questa standardizzazione riguarda l’aspetto estetico, la grafica: è importante far sì che gli operatori siano abituati al significato di certi colori, alla posizione di certi dati, alla collocazione di certi oggetti, ecc..
  • Shitsuke (sostenere, diffondere): far sì che questo sistema si diffonda in maniera pervasiva a qualsiasi livello, in tutte le attività aziendali. In questo senso è possibile studiare, come vedremo, delle interfacce software specifiche per ciascun ruolo aziendale, in maniera che ciascuno possa vedere solo ciò che gli serve veramente.

Abbiamo citato spesso la lean manufacturing. I suoi principi si sono imposti a partire dalla seconda metà del 1900. Uno di questi, il Kanban, ci ha abituati ad immagini come questa:

Kanban

Esempio di Kanban

 

Kan (看) significa “visuale”, Ban (板) significa “segnale”. In un sistema Kanban è importante per visualizzare il processo lavorativo.

Al giorno d’oggi, il kanban non viene più gestito con i post.it o con delle card, ma attraverso un sistema informatico.

Stesso discorso per un altro esempio di visual management, sempre in ambito lean: l’Andon.

Esempio di Andon

Esempio di Andon

Dai semafori ai LED TV: cambia il device, cambia il supporto, probabilmente l’efficacia, ma la logica e, soprattutto, l’obiettivo rimane lo stesso.

Insomma, l’elemento grafico è qualcosa di pervasivo nel lavoro di chiunque: oggi giorno tutto è informatizzato, siamo in piena nuova rivoluzione industriale (la cosiddetta industria 4.0), ed un buon software si giudica, anche per le interfacce grafiche che propone, la loro facile interpretazione, l’immediatezza dell’utilizzo e, perché no, l’appeal.

Visual Management System: alcuni esempi di interfacce software

Come molti di voi sanno, la NeXT è una software house che opera soprattutto nel settore industriale.

In particolare la sua attività, negli anni, si è incentrata sullo sviluppo di software destinato all’implementazione dei principi della lean manufacturing. A questo scopo ci siamo avvalsi della consulenza di esperti del settore.

L’esigenza che i consulenti ci hanno evidenziato è che il prodotto finito non dovesse essere semplicemente qualcosa che “funzionasse”, ossia che restituisse dei valori corretti, ma che presentasse questi dati in una maniera user friendly e comprensibile a diverse tipologie di operatori.

Questo ci ha consentito di sviluppare un vero e proprio Visual Management System, ovvero un vero e proprio sistema che intenda gestire interi processi produttivi e manageriali in maniera visuale, avendo cioè l’uomo al centro.

Iniziamo con qualche esempio partendo dal già citato Andon.

Il nostro sistema Andon va a coinvolgere diversi device: un Led TV situato in bella vista su ogni linea e un’interfaccia per il responsabile di stabilimento visualizzabile dal pc dell’ufficio.

Tabellone Andon

Tabellone Andon in linea

 

Schermata responsabile di stabilimento

Schermata responsabile di stabilimento accessibile da PC di Ufficio

Vediamo un altro esempio. Il touch panel che l’operatore in linea si troverà ad utilizzare per dichiarare pezzi finiti, fermi di qualsiasi causa, problemi di qualità.

 

Interfaccia touch panel

Interfaccia touch panel

 

Quando parliamo di Andon, è molto facile che si finisca di parlare anche di un altro modulo software: l’OEE. Ecco un esempio di interfaccia attraverso la quale risulta molto agevole reperire e comprendere i dati mostrati riguardanti le eventuali perdite di efficienza relativamente a velocità, qualità e pause.

Modulo OEE

Modulo OEE

 

Nello sviluppare le interfacce utente, come si può vedere, è stata posta una particolare attenzione sia all’estetica che all’ergonomia degli elementi presentati.

Stesso discorso per questa interfaccia destinata ad evidenziare i consumi energetici, di acqua, gas e vapore nell’ambito di una cartiera.

 

Consumi energetici, gas, acqua e vapore

Consumi energetici, gas, acqua e vapore

 

Di importanza strategica sono importanti le grafiche che riportano diagrammi di Pareto o Diagrammi causa-effetto (Fishbone): la rapidità nel comprendere le cause di un problema o del fuori controllo di una variabile è un aspetto cruciale per l’ottimizzazione dell’efficienza produttiva.

Diagramma di Pareto e Causa ed effetto

Diagramma di Pareto e Causa ed effetto

 

Un mondo in continua evoluzione

Il mondo del “visual” è un settore molto studiato negli ultimi anni da veri e propri specialisti.

Uno dei più importanti studiosi di questo campo, Brian Solis, autore di “X: The Experience When Business Meets Design“, afferma che il futuro del business è esperienziale e che è di vitale importanza creare e coltivare esperienze ricche di significato.

Questo tipo di riflessione che è facile capire come possa applicarsi nei confronti di clienti, deve riuscire a declinarsi anche all’interno dell’azienda, ai nostri clienti interni, le nostre persone, i nostri operatori e impiegati. A tutti loro bisogna consegnare strumenti idonei ed ideali per consentire loro di fare il proprio lavoro al meglio.

Come già detto, non bisogna accontentarsi che gli strumenti funzionino. Devono costituire delle esperienze soddisfacenti per chi si troverà ad utilizzarli.

 

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Mood: Visual

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