Apparentemente in questo post parleremo dell’importanza strategica della manutenzione. In realtà tratteremo di efficienza produttiva.

Non a caso il titolo fa il verso a quello del libro di Robert Pirsig “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. Sì perché il senso di questo post non è così remoto rispetto a questa opera che, nelle intenzioni dell’autore, andava a fondare la Metaphysics of Quality (esistono molte risorse legate alla MOQ sul web, vi consiglio di cercare i siti che ne parlano e, naturalmente, di leggervi anche il libro!).

Uno degli aspetti interessanti della Metafisica della Qualità è che rappresenta una volontà di sintesi delle differenze strutturali tra paradigma di pensiero orientale e paradigma occidentale. Interessante perché, l’ambiente della produzione manifatturiera, ormai da anni è intriso delle teorie “orientali” della lean production, mutate poi nell’”occidentaleWCM (World Class manufacturing).

Uno dei (tanti) temi che emergono dall’opera di Pirsig è la riflessione sul diverso rapporto che due personaggi hanno con la teconologia ed in particolare con la manutenzione della propria motocicletta: uno la utilizza solo come mezzo, delegando ad un meccanico la soluzione di qualsiasi guasto, l’altro (Pirsig stesso) è invece maniaco della manutenzione, conosce alla perfezione ogni pezzo della propria moto e fa in modo che tutto funzioni correttamente. L’amico ha un rapporto negativo con la tecnologia, lui invece la considera come qualcosa che è semplicemente al servizio dell’uomo: al primo fa capo un approccio romantico, (dice Pirsig) al secondo un approccio classico.

È un po’ la dicotomia che si crea tra chi viene colto dall’ansia riflettendo sulle novità che si stagliano all’orizzonte di questa industria 4.0, e chi invece affronta la nuova realtà con l’approccio di sempre, vedendo il tutto come la semplice e inevitabile mutazione di strumenti.

La manutenzione delle macchine è alla base di qualsiasi efficienza

Abbiamo più volte discusso, nello Smart Factory Blog, di efficienza e degli strumenti (software per quel che ci riguarda) dedicati al suo monitoraggio. Abbiamo quindi discusso dell’Andon e dell’OEE.

Ma ragionando di questi due strumenti ci troviamo già a monte della questione: a valle ci deve essere una accurata, razionale e pianificata gestione della manutenzione di tutto ciò che interviene, a diversi livelli, nel processo produttivo.

Perché è importante la manutenzione?

Perché la sua gestione ha un’immediata ricaduta, positiva o negativa, sul famoso calcolo dell’OEE.

L’OEE è il risultato percentuale di altre tre valori percentuale moltiplicati tra loro: la disponibilità dell’attrezzatura, la velocità di produzione, la qualità dei prodotti. Se tutto è al 100%, l’OEE sarà del 100%.

Una manutenzione approssimativa avrà una ricaduta negativa sulla disponibilità delle macchine in quanto obbligherà il processo produttivo a continue pause per rimediare al guasto.

D’altro canto lo stop delle macchine necessario per la loro manutenzione, obbliga ad un fermo produzione temporaneo: per questo motivo alcuni preferiscono rinunciare alla manutenzione in nome di un OEE più alto. Questo succede in tutte quelle realtà in cui il fermo causato dalla manutenzione, non viene considerato un fermo programmato.

È una questione di approccio: spesso la manutenzione è considerata un incidente, un ostacolo al flusso produttivo. Dovremmo invece considerarlo parte di quel flusso.

Il fermo per manutenzione causa certamente un calo di produzione del turno di lavoro, ma l’indice OEE, prezioso per comprendere le criticità della nostra produzione, non deve essere sporcato da un’attività che è assolutamente necessaria.

Quali manutenzioni?

Esistono diversi tipi di manutenzioni, a seconda di chi la svolge e come viene svolta.

  • Ad esempio c’è una manutenzione, che potremmo chiamare preventiva, che consiste in azioni schedulate periodicamente aventi lo scopo di evitare guasti più importanti. È il caso dei CIL (Clean Inspection Lubrication) i quali declinano la manutenzione in tre fasi: pulizia, ispezione, lubrificazione. Questo tipo di operazioni può essere eseguito da personale non specializzato.
  • C’è poi un altro tipo di manutenzione, anch’essa schedulata e periodica, ma eseguita da un manutentore professionale. Parliamo quindi del Machine ledger, previsto dalle metodologie WCM. Nel machine ledger ogni macchina viene scomposta nei suoi componenti, ciascuno dei quali viene inserito in un programma di manutenzione consistente in un calendario ed in una serie di informazioni riguardanti le politiche di manutenzione da applicare.
  • Rimanendo sempre all’interno del mondo WCM, i moduli EWO, consentono di prevenire i guasti in quanto permettono a diversi operatori attrezzati con device digitali, di segnalare problemi o potenziali problemi e di registrarne causa radice e soluzione attuata, a beneficio di interventi analoghi futuri.

Per concludere, voglio ribadire come, pur trattando il tema dell’importanza della manutenzione, in realtà, come detto all’inizio, abbiamo parlato di efficienza produttiva.

Perché se l’acqua di un fiume che sfocia nel mare, può metaforicamente rappresentare i nostri prodotti che fuoriescono dagli stabilimenti pronti per i nostri clienti, dobbiamo sapere che quell’acqua è partita da molto, molto lontano.

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