Il problema: la moltiplicazione dei sistemi e delle soluzioni

Cosa abbiamo imparato dai nostri clienti?

Abbiamo imparato che ciò che davvero preme loro, al di là del raggiungimento di singoli obiettivi, è quella di integrare le nostre soluzioni, e quelle altrui, con tutto ciò che partecipa al processo produttivo.

Proporre ad un cliente solo strumenti per implementare una soluzione discreta, anche fossero gli strumenti migliori al mondo, non serve a nulla. Serve solo a creare una situazione che andrà ad auto alimentare bisogni nuovi, nuove esigenze, nuovi problemi da risolvere.

La vera sfida è creare un environment caratterizzato da una comunicazione vera,
tra tutti gli attori che partecipano al processo produttivo.

Integrazione dei sistemiStiamo parlando sostanzialmente di un vero e proprio network tra operatori, devices, macchinari di ogni tipo, ERP, DBMS, ecc.. Ma questo network non deve essere costituito da elementi appartenenti al medesimo “sistema”: sarebbe troppo facile. Troppo facile dire ad un cliente “smantella tutto quello che hai, e utilizza il nostro sistema per gestire tutto”.

Troppo facile, e non molto intelligente: affidarsi ad un unico sistema significa re-investire risorse economiche ed umane, significa creare una dipendenza nei confronti del sistema scelto, significa creare un environment rigido e poco disposto ad un futuro cambiamento.

Il network di cui parliamo è costituito di tanti sistemi eterogenei, che parlano linguaggi differenti: questa sì, è una reale integrazione.

 

La soluzione: l’integrazione è comunicazione

Se avete già frequentato questo Smart Factory Blog, sapete che la soluzione software che NeXT ha realizzato per il settore industriale è IMPROVE. Un unico nome per descrivere però una molteplicità di soluzioni, che vanno dal monitoraggio di impianto, al controllo qualità, alle manutenzioni, alla logistica, al supporto operatori, alla sicurezza, alla robotica e automazione.

Ciò che viene proposto al cliente per venire in contro ai suoi bisogni, non è l’installazione di IMPROVE nella sua totalità: come detto in altri articoli, IMPROVE è una scatola vuota sulla quale vengono innestati i moduli necessari.

Questi moduli, hanno un’importante valore aggiunto: oltre a fare quello per cui sono designati, riescono a comunicare con qualsiasi infrastruttura preesistente nell’ambiente in cui vengono installati.

Riescono cioè a comunicare direttamente con ERP, macchine e database di ogni tipo.

 

Come si realizza l’integrazione dei sistemi

L’integrazione avviene attraverso la comunicazione.

Questa comunicazione avviene tra diversi soggetti e a diversi livelli: IMPROVE può comunicare con, o mettere in comunicazione tra loro, sistemi già esistenti; può connettere tra loro macchine (M2M); oppure operatori e macchine/devices (H2M), attraverso interfacce HMI ergonomiche e di semplice utilizzo.

Ma come è possibile comunicare con sistemi che parlano linguaggi diversi?

IMPROVE risponde a requisiti che lo rendono un sistema estremamente efficace:

  1. È una piattaforma sviluppata attraverso il paradigma di programmazione ad Agenti. Proprio questa caratteristica rende la struttura di IMPROVE sia flessibile che modulare, in quanto possono essere facilmente sviluppate funzioni nuove da agganciare al modulo base; tali moduli possono essere poi utilizzati altrove in quanto vengono sviluppati in maniera da risultare pacchetti scalabili e riutilizzabili.
  2. Gli Agenti sono sviluppati sia in C++ che in Java. Per questo sono in grado di interfacciarsi…:
    1. …con qualsiasi tipo di database in maniera diretta, cioè senza passaggio o scambio di file;
    2. …con qualsiasi tipo di sistema operativo (Windows e Linux)
    3. …con qualsiasi tipo di macchine: collegate a PLC (piegatrici, robot, agv), bilance, metal detector, telecamere, ecc..

 

L'integrazione dei sistemi

L’integrazione dei sistemi

 

 

L’integrazione dei sistemi, una soluzione 4.0

Per i motivi detti sino ad ora si evince che il raggiungimento di una piena integrazione dei sistemi rappresenta davvero una soluzione 4.0.

Perché diciamo questo? Perché tutto ciò che viene progettato e sviluppato in ottica industria 4.0 deve essere necessariamente una soluzione che possa essere in relazione con l’ambiente in cui viene attuata. Si parla spesso di environment proprio perché, quello su cui si va a lavorare quando parliamo di soluzioni per la smart factory, non è una soluzione che rappresenti una singolarità, ma facciamo riferimento ad una pluralità di aspetti, di soluzioni: parliamo essenzialmente di un network.

Internet of Things è questo. I Big data sono questo, ovvero dati che saranno utili se interpretati e messi in relazione con altri aspetti, altre soluzioni., ad esempio con il Cloud, per rendere disponibili, a diverse macchine dislocate in zone geografiche differenti, dati che ne andranno a caratterizzare il tipo di produzione real time, per venire incontro ad un mercato sempre più liquido e volubile.

È finita l’epoca dei compartimenti stagni. Proprio per questo ogni sistema che voglia partecipare al processo produttivo deve essere un sistema in grado di integrarsi perfettamente con tutti gli altri attori. Meglio ancora se questo sistema diventa la base sulla quale, quella integrazione, riesce a realizzarsi.

 

Ascoltando: Led Zeppelin – “Communication breakdown
Lettura in corso: “L’uomo a una dimensione” di Herbert Marcuse
Mood: Integrato

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