Integrazione” è un po’ la parola d’ordine dell’era 4.0 che stiamo vivendo.

Tutto tende ad integrarsi: oggetti, soggetti, sistemi con altri sistemi… per creare un unico ambiente in cui tutto comunica.

Tutta questa comunicazione integrata è conseguenza, ma anche origine, di cambiamenti che hanno stravolto la nostra epoca: infatti abbiamo dato al nostro presente la dignità e l’allure di una rivoluzione industriale. La quarta.

 

Industria 4.0: Tecnologie abilitanti

Industria 4.0: Tecnologie abilitanti

 

Tra i vari elementi e tecnologie abilitanti che possono ben descrivere questa rivoluzione, c’è l’integrazione orizzontale e verticale.

Ma cosa vuol dire esattamente “Integrazione orizzontale e verticale”?

Mentre tutti gli altri punti a corollario dell’industra 4.0 si spiegano quasi da sé, questo particolare concetto ha forse bisogno di una spiegazione più ampia e articolata.

Diventa tutto più semplice se consideriamo questo tipo di integrazione come una conseguenza naturale di altri elementi “4.0”, come ad esempio l’Internet of Things, il Cloud computing e Big data.

L’Internet delle Cose, consente di creare una rete costituita da strumenti, macchine e persone.

Una rete senza limiti geografici, comprendente diverse linee di lavorazione, dipartimenti …stabilimenti.

Grazie al Cloud computing tutto è allocato nel cloud e quindi disponibile da qualsiasi device o postazione. Vengono abbattuti i costi, ma anche i limiti rappresentati dal raggiungimento di un’informazione archiviata in un supporto fisico.

I Big data rappresentano una grande mole di informazioni non strutturati che, debitamente analizzati e organizzati, forniscono indicazioni preziose per orientare decisioni e strategie in ottica del miglioramento continuo. Tutte queste informazioni ora possono essere condivise attraverso una rete potenzialmente vasta come il mondo

 

L’integrazione verticale

L’integrazione verticale, riguarda la comunicazione e condivisione di informazioni, all’interno dell’azienda, ma in maniera trasversale rispetto alla sua struttura gerarchica della stessa.

Un sistema può dirsi integrato verticalmente se riesce a coinvolgere più soggetti, a partire dalla base (ad esempio le linee di produzione) fino ai piani alti del management, cioè coloro che hanno responsabilità decisionali e strategiche per l’azienda.

In questa maniera le informazioni attraversano velocemente tutti i soggetti coinvolti, tagliando di molto i tempi morti che solitamente intercorrono tra l’acquisizione dei dati e il momento decisionale: tutti sono allineati in tempi brevi.. anzi in tempo reale.

Per fare un esempio pratico, è il caso classico dei dati acquisiti relativamente all’efficienza produttiva: attraverso strumenti software come l’Andon e l’OEE, l’operatore in linea potrà vedere come sta andando la produzione della propria linea, verificare se ci siano dei problemi, registrare le causali delle fermate e dei difetti; in ufficio il manager visionerà la situazione sintetica di tutte le linee, potendo andare a vedere a ritroso nel tempo l’andamento della produzione, le cause dei fermi ecc..; in un altro ufficio, non necessariamente situato nello steso stabilimento.. o città… o continente, un altro manager potrà comparare la produzione di diversi stabilimenti o di diversi prodotti..

 

L’integrazione orizzontale

L’integrazione orizzontale attiene a soggetti esterni all’azienda: ad esempio i fornitori o i distributori o altri soggetti ancora.

Azienda, fornitori e distributori sono qui legati da una rete di condivisione di informazioni attinenti ad esempio la manutenzione delle macchine, o la fornitura di materie prime: in tempo reale il fornitore può essere avvisato della necessità di approvvigionamento di una materia prima; oppure un fornitore di macchine potrà comunicare tutta una serie di informazioni, attraverso il cloud, che permetteranno all’azienda di gestire al meglio la manutenzione, sia attraverso azioni preventive che predittive.

Nei casi più avanzati, l’integrazione orizzontale potrà raggiungere anche il cliente, il quale potrà ordinare il suo prodotto di massa… personalizzato, interfacciandosi direttamente con le macchine presenti in linea di produzione.

 

Pensare in grande

Progettare qualcosa, pensare ad un progetto o ad un prodotto, oggi, significa pensarlo sempre in “relazione con”, significa posizionarlo all’interno di un processo: parte di questo processo sono persone, con differenti mansioni e titoli, macchine e device geograficamente distribuiti potenzialmente ovunque.

I dati che possiamo recepire oggi sono tanti e ci obbligano a pensare in grande, sempre su larga scala. I dati costituiscono un flusso continuo: un grosso vantaggio lo avrà chi riuscirà a canalizzarne la maggior quantità e varietà e soprattutto a razionalizzarli per poterne trarre delle risposte concrete. Risposte per il cliente, più aderenti possibili ai suoi bisogni, alle sue esigenze.

In fondo, tutte queste informazioni servono principalmente a due cose:

  1. Conoscere meglio noi stessi (la nostra efficienza, i nostri punti critici, dove possiamo migliorare, come possiamo migliorare)
  2. Conoscere meglio il cliente (di cosa ha bisogno? Cosa cerca? Quando lo cerca?)

 

Tutto questo si ottiene solamente implementando sistemi “aperti”, in grado di interfacciarsi con altri sistemi, ora attraverso un operatore umano, ora attraverso una macchina, a seconda dei casi e delle esigenze. Tutto immediatamente disponibile, attraverso device verosimilmente sempre più mobili.. e avveniristici.

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