In fondo a questo articolo, non troverete delle risposte, bensì delle domande. Domande che molte aziende, ad un certo punto della loro crescita, finiscono per porsi. Ma oggi, più che in passato, rispondere non è così semplice. Ci piacerebbe conoscere le vostre risposte.

Ma veniamo al tema che vogliamo affrontare oggi.

NeXT da tempo sta avviando un processo di internazionalizzazione.

Il termine “Internazionalizzare”, oggi, si arricchisce di significati che fino a qualche anno fa non erano contemplati. Generalmente evoca l’immagine di uno spazio esteso che si vuole in qualche modo raggiungere creando nuovi nodi, nuovi punti di contatto in questo spazio.

Ma il mondo, negli anni si è andato sempre più rimpicciolendo, prima grazie ad Internet, poi attraverso lo sviluppo di infrastrutture sempre più veloci ed efficienti. Sino ad arrivare all’era dell’Industria 4.0.

Internazionalizzare oggi, in un tempo cioè che sta vedendo la progressiva morte dei punti vendita fisici, comincia ad assumere significati differenti.

 

“Voglio aprire una sede in quel Paese perché voglio essere più vicino ai miei clienti”

“Voglio aprire una sede in quel Paese perché posizione strategica per certi mercati”

 

Queste sono motivazioni che dieci anni fa erano più che plausibili: dobbiamo chiederci se oggi siano ancora valide.

Ed è questa la domanda e l’analisi che stiamo portando avanti in NeXT in questo periodo.

Il dubbio (ah il dubbio che cosa meravigliosa!) si è instillato in noi dopo aver:

  • studiato i processi di internazionalizzazione tradizionali
  • conosciuto dati sui nuovi modelli di business (provenienti soprattutto dal vicino oriente)
  • analizzato la nostra esperienza con clienti internazionali.

 

Lo studio dei processi di internazionalizzazione tradizionali è partito dalla considerazione che stiamo vivendo un periodo di forte crescita e i tempi sono maturi per aprire nuove sedi: un portfolio di clienti importanti, di respiro internazionale, ci ha portato ad individuare alcuni Paesi idonei ad ospitare una nuova sede operativa NeXT. I criteri di questa analisi sono molteplici: vicinanza con i partner storici, vicinanza con potenziali nuovi partner, facilità nell’avvio di una nuova impresa, situazione socio-politica, fiscalità, ecc..

Tutto questo lavoro però può essere messo in dubbio dagli altri due fattori della nostra analisi globale: come detto, i nuovi modelli di business e la nostra esperienza.

 

I nuovi modelli di business

I nuovi modelli di business sono facilmente analizzabili osservando cosa sta accadendo, ora, in Cina, in quanto essa rappresenta una sorta di macchina del tempo che ci porta avanti di almeno 10 anni. In Cina gli utenti sono abituati ad acquistare online, soprattutto da mobile. I negozi tradizionali stanno scomparendo, trasformandosi in magazzini dai quali poter acquistare facendosi inviare la merce (di tutti i tipi, anche alimentare) direttamente a casa, in 1 ora.

Il B2B, in tutto il mondo, ormai si sta spostando su mobile, attraverso le app e la capacità di configurare e personalizzare prodotti e servizi.

General storeIn questa epoca targata Industria 4.0 (che come tutte le rivoluzioni, non impatta solo l’industria), persino il concetto di e-commerce appare ormai obsoleto: in Cina è stato superato dal concetto di social selling o social e-commerce, cioè attraverso canali come We chat e altri social.

L’online costituisce il principale canale di scoperta, analisi e acquisto per milioni di consumatori.

In questo scenario, il luogo fisico per le aziende, ha senso solo se veicolo di esperienze speciali: Decathlon permette ai visitatori di provare ed utilizzare i materiali in vendita, prevedendo, in negozio, campi di tennis, bersagli per il tiro con l’arco ecc..; Adidas offre servizi di customizzazione immediata della scarpa, andando ad analizzare come calza e quindi il tipo di plantare migliore per ciascun utente. In definitiva, il punto di incontro fisico con il cliente acquista significato solo se rappresenta un momento esperienziale particolare ed unico.

Veniamo ora alla nostra esperienza.

 

L’esperienza NeXT

IMPROVE nel Mondo

IMPROVE 4.0 nel Mondo

NeXT ha l’onore e l’onere di avere partner importanti,  multinazionali, come FCA, Essity, Franke, Whirlpool, Ariston Thermo, Elica, Enel..: questo vuol dire che, seppur la nostra interfaccia sia costituita da manager italiani, il nostro software (IMPROVE 4.0) si trova a viaggiare worldwide, viene cioè installato e configurato in diversi stabilimenti, siti in tutto il mondo.

Tutto questo, sino ad ora, è stato gestito senza spostarsi dai nostri uffici, nel cuore delle Marche, grazie ad una tecnologia avanzata ed una organizzazione che ci permette di essere disponibili, flessibili ed efficaci.

 

Quale nuovo modello di business, quindi, per una software house come NeXT?

Non pensiamo certo di risolvere tutto andando ad implementare un e-commerce.. Non vendiamo scarpe e la complessità delle situazioni che andiamo ad affrontare con le nostre soluzioni software, non possono ridurre queste, ad un pacchetto da installare tramite il download di un file exe…

Ciò che facciamo è meglio assimilabile alla fornitura di un servizio, piuttosto che alla vendita di un prodotto vero e proprio.

Il servizio è tale solo se rappresenta una soluzione: si parte da un’esigenza, un obiettivo del cliente, per fornire gli strumenti software necessari per raggiungere tale obiettivo.

Quello che ci stiamo chiedendo in questo periodo, fondamentalmente, è:

 

Essere fisicamente vicino ai nostri clienti o potenziali tali, costituirà davvero un valore aggiunto per essi, stando quanto evidenziato sino ad ora?

Costituirà per loro una discriminate, sapere che possiamo facilmente raggiungere fisicamente lo stabilimento dove occorre implementare una certa soluzione?

Costituirà un momento di arricchimento e crescita aziendale riuscire a svilupparsi anche in un altro Paese?

 

Queste sono domande a cui vorremmo una risposta sincera. Sicuramente la porremo ai nostri clienti storici, ma, attraverso questo articolo vorremmo ampliare l’audience delle nostre domande e conoscere il parere di tutti, manager, fornitori, esperti di internazionalizzazione e quanti abbiamo un’esperienza da voler condividere con noi.

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