Con i termini Manutenzione Autonoma e Manutenzione Professionale si fa riferimento a due modalità diverse di agire al fine di manutenere al meglio lo stato dei macchinari.

La prima cosa da dire è che, questi due tipi di manutenzione non sono alternativi l’uno all’altro, ma devono essere integrati: nessuna azienda può rinunciare ad una di queste due attività.

È assolutamente vero, infatti, che esistono attività che solo un professionista può portare a termine, così come, nella nostra auto, ci sono interventi che solo un meccanico esperto può effettuare; poi ci sono però tutta una serie di azioni che, per il bene dell’auto e per la nostra sicurezza, ciascuno di noi può e deve occuparsene: il cambio dell’olio o del liquido detergente del lunotto, il controllo della pressione degli pneumatici. I più “skillati” possono arrivare a sostituire una lampadina fulminata, le candele ecc..

La manutenzione autonoma non è assolutamente roba per chi vuole risparmiare sulla manutenzione o sulla sicurezza. È evidente che ci sono situazioni in cui non puoi avere a disposizione un professionista: non puoi averlo soprattutto in situazioni di emergenza (manutenzione reattiva); né il professionista è in grado di accorgersi di segnali che potrebbero portare ad una situazione di emergenza (manutenzione proattiva); né puoi averlo sempre a disposizione per effettuare operazioni manutentive di routine (manutenzione preventiva).

Quindi, saper effettuare azioni di manutenzione in maniera autonoma, ci fa risparmiare tempo (intervento immediato), denaro (la chiamata del professionista, i fermi macchina), tempo e denaro (una manutenzione costante allunga la vita della macchina e limita i fermi macchina).

La manutenzione professionale quindi è quella che prevede interventi calendarizzati effettuati da chi la macchina l’ha prodotta o la conosce in maniera approfondita: interventi che possono ad esempio riguardare la sostituzione di un pezzo perché a fine ciclo vita (manutenzione condizionale) o operazioni complesse di pulitura, lubrificazioni ecc..

AM e PM costituiscono quindi due momenti differenti all’interno del grande tema delle manutenzioni. Non a caso, il WCM, ha dedicato loro due specifici pillar.

 

La Manutenzione Autonoma: CIL, modulo EWO, ticket

Gli strumenti a disposizione di un’azienda che voglia potenziare la manutenzione autonoma, sono diversi. Questi strumenti, ovviamente software, sono orientati sia alla prevenzione (CIL, Clean Inspection Lubrication), sia alla soluzione di problemi manifesti (ticket, moduli EWO).

 

I CIL

I CIL costituiscono una forma di manutenzione preventiva. Si tratta di calendarizzare alcune operazioni di lubrificazione e pulizia della macchina. Operazioni non complesse (a volte si tratta anche solo di un controllo a vista), ma che, se svolte con regolarità allungano la vita della macchina evitando quindi fastidiosi e numerosi fermi macchina.

 

Calendario CIL

Calendario CIL

 

Non sempre si può agire preventivamente: gli operatori interni saranno chiamati anche a risolvere problemi improvvisi (ovviamente alla loro portata) o anche solo a segnalarli.

Per fare questo, si possono utilizzare diversi strumenti, come ad esempio l’apertura di un ticket o i moduli EWO (strumento WCM).

 

Il ticket

Apertura di un ticket: attraverso un’apposita interfaccia si possono aprire dei ticket riferiti alla macchina e alle sue parti, sino ad arrivare al dettaglio del componente.

 

Apertura del ticket

Apertura del ticket

 

L’apertura del ticket verrà poi gestito da colui che avrà il compito di pianificare l’attività necessarie per la sua chiusura. L’interfaccia a disposizione è un calendario nel quale verrà schedulato ed assegnato l’intervento.

 

Calendario interventi pianificati

Calendario interventi pianificati

 

La persona responsabile della pianificazione delle manutenzioni, può pianificare l’intervento su un ticket precedentemente registrato, cliccando in un punto del calendario corrispondente all’ora e al giorno dell’intervento.

 

Il modulo EWO

Il modulo EWO è lo strumento software che sarà compilato da colui che si occuperà dell’intervento.

La compilazione del modulo è articolata in quattro step:

  • Generale
  • Analisi
  • Azioni contro la causa radice
  • Azione per il mantenimento

 

Attraverso questi step è possibile fornire informazioni dettagliate sull’intervento: nome manutentore, la macchina coinvolta, la durata dell’intervento, descrizione estesa del problema, descrizione estesa dell’intervento, la causa radice, tipologia della causa radice, eventuali immagini o disegni (schizzi) fatti dal manutentore.

Il problema viene analizzato attraverso strumenti quali “Analisi 5w + 1h” e “Analisi dei 5 Perché”; le cause radici vengono descritte minuziosamente, e la soluzione viene assegnata ad un operatore e calendarizzata.

 

Modulo EWO: generale

Modulo EWO: schermata generale

 

La Manutenzione Professionale: il Machine Ledger

La manutenzione professionale comprende tutte quelle operazioni che possono essere eseguite solo da un professionista, spesso il fornitore della macchina stessa.

Lo strumento principe per gestire questo tipo di manutenzione che fa riferimento, quindi, a personale esterno, è il Machine Ledger.

Il machine ledger mostra ciascuna macchina scissa in sotto gruppi e nei singoli componenti.

Per ciascun componente viene dichiarato il tipo di manutenzione prevista:

  • TBM (Time Based Maintenance): il pezzo viene sostituito dopo un tot di tempo
  • BDM (Breakdown Based Maintenance): il pezzo viene sostituito al momento della rottura
  • CBM (Conditional Based Maintenance): il pezzo viene sostituito se viene soddisfatta una condizione (ad esempio un cilindro che ha eseguito un certo numero di cicli)

 

Viene anche segnalata il tipo di operazione che dovrà essere effettuata e la sua frequenza: lubrificazione, sostituzione, ispezione, ecc..

Infine, Viene specificato se l’intervento debba avvenire a macchina ferma.

Ciascun componente prevede inoltre la raccolta di informazioni in caso di guasto: di queste informazioni fanno parte anche i moduli EWO che vengono inseriti nel machine ledger in maniera automatica.

Ogni mese viene diviso in caselle, rappresentanti ciascuna una settimana: all’interno di queste si possono evidenziare degli eventi, con simboli (triangolini) e colori diversi:

  • Le manutenzioni pianificate (triangolino giallo, orientato verso l’alto),
  • Le manutenzioni eseguite (triangolino nere, orientato verso il basso),
  • Le manutenzioni per rottura del pezzo (triangolino rosso, orientato verso sinistra),
  • Le ripianificazioni (triangolino blu, orientato verso destra)

 

Machine Ledger

Machine Ledger

 

La struttura del Machine ledger e qualsiasi elemento presente in esso può essere facilmente configurabile, in relazioni alle proprie esigenze, secondo la gerarchia:

 

Macchina >> Sottosistemi >> Componenti >> Interventi

 

 

Le virtù principali di uno strumento come il Machine Ledger sono:

  • avere sempre sotto controllo il quadro generale delle manutenzioni da effettuare nell’arco dell’anno
  • conoscere il tipo di operazione che deve essere effettuata
  • grazie ai moduli EWO, avere un quadro dei guasti che si manifestano durante l’anno e rendere evidenza delle cause radice: avere quindi un elemento di confronto con gli anni passati in ottica di miglioramento continuo
  • sapere in anticipo se, un intervento schedulato, comporti o meno un’interruzione della macchina e per quanti minuti
  • avere sempre le macchine in ottimo stato a tutto vantaggio dell’LCC (Life Cycle Cost)
  • creare un rapporto sempre più stretto e fidelizzato con i manutentori esterni

 

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Ascoltando: Jambinai – “Sawtooth
Lettura in corso: “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig
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