Dal titolo sembrerebbe quasi un articolo di bon ton o galateo.

No, non è un articolo sulla buona educazione. Anche se comunque si parlerà di una maniera, l’unica secondo noi, per approcciare un percorso di miglioramento continuo.

Questa maniera fa riferimento all’importanza del misurare tutto ciò che facciamo: l’esito delle nostre azioni, i risultati, i successi così come gli insuccessi.

Soprattutto gli insuccessi, perché, come dice il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche,

 

il successo è sempre stato un gran bugiardo

 

I dati positivi, le informazioni che solleticano il nostro ego, ci mettono indubbiamente di buon umore, ma lasciamo che siano i nostri cari, i nostri figli, gli amici ad occuparsi del nostro stato d’animo.

I dati non ci devono far star bene: ci devono informare.

Quando un dato è diverso da come ce lo aspettavamo, è inferiore, quando quel grafico non punto dritto verso l’alto, è lì che si nasconde l’opportunità di una crescita, un margine di miglioramento.

Quindi, non bisogna avere paura di misurare.

 

Cosa misurare

La risposta è tutto.

In tutti i campi: dalla produzione alla vendita, dal retail all’e-commerce, dall’evento offline alla diretta facebook: se non misuri “sei solo un altro tizio con un’opinione” [W. Edwards Deming].

Qui ovviamente parleremo di produzione, di manifattura. Tutto sommato il settore più semplice, perché esistono tutti gli strumenti che servono. Esistono da anni, ma si sono evoluti negli anni.

Anche il dato è semplice: non occorre interpretare pareri, o sentiment, non occorre analizzare comportamenti: spesso questi dati prendono le sembianze di banali bit, acceso/spento, 0 e 1, o numeri, distanze, ore…

Se inizi a misurare, riesci a disegnare una realtà, solida, quasi tangibile, che diventa un punto di riferimento per i tuoi obiettivi, la tua crescita: la nuova realtà di domani.

Questa semplicità alla quale abbiamo fatto riferimento non deve però farci banalizzare il tema: parlare di produzione significa comunque prendere in considerazione l’intero processo produttivo: un flow complesso e molto articolato la cui mera produzione non è che un processo tra i processi, come ad esempio, le manutenzioni, la qualità, la logistica, le risorse umane…

Tutti questi “momenti” da qualche anno, vengono riuniti sotto il cappello dell’Industria 4.0, e “parlano” tra loro grazie a concetti come l’Internet delle Cose, il Cloud e Big data.

 

L’unificazione dei processi

L'unificazione dei processi

L’unificazione dei processi

L’unificazione dei processi

 

Il plus valore più importante consegnatoci dalla quarta rivoluzione, è la comunicazione tra i vari processi: il processo produttivo non deve più essere inteso come a sé stante, ma deve parlare alla logistica, alle manutenzioni, alla qualità…

Parla in verticale, in senso trasversale all’azienda, ma parla anche in orizzontale, coinvolgendo i fornitori e i clienti.

Ma vediamo nel dettaglio:

  • Il processo produttivo, monitorato da un sistema (software) di Overall Equipment Effectiveness, può comunicare al magazzino quante materie prime sono state utilizzate e quindi “richiedere” nuovi approvvigionamenti, nel momento dell’effettivo bisogno, secondo la logica Just-in-time. In questo contesto, a fare da collante tra il processo produttivo e il magazzino potrebbero essere degli agv o robot connessi al sistema OEE, i quali, automaticamente, partono per le missioni di approvvigionamento.
  • Altri dati vanno a riguardare il processo delle manutenzioni: un sistema di OEE può fornire KPI, come l’MTTR e l’MTBF in automatico e quindi conoscere in maniera rapida e precisa l’impatto dei fermi macchina causati da guasti. In questo caso, a fare da ponte tra il processo produttivo e quello delle manutenzioni, avremo un Machine Ledger digitale in grado di interfacciarsi quindi con l’OEE.
  • Sempre dal processo produttivo (e dal sistema OEE), noto il numero degli scarti, cioè dei problemi di qualità, è possibile, grazie anche all’Intelligenza Artificiale, implementare un sistema, attraverso il quale giungere ad una repentina soluzione del problema. Un esempio di quanto stiamo dicendo lo potete trovare in questo progetto realizzato presso uno stabilimento Faber di Berbentina a Sassoferrato.
  • Contestualmente al processo produttivo, in presenza di un sistema OEE, è possibile tracciare il prodotto, sapere in quale fase della lavorazione si trova. Questo perché l’OEE è sempre riferito ad un ordine di produzione.

 

Da quanto detto, se ne ricava che è necessario dotare il proprio processo produttivo di un sistema di business intelligence, come è ad esempio un sistema OEE, il quale diventa il perno centrale di tutto il sistema di miglioramento continuo di un’azienda. Un sistema che tende quindi a realizzare una integrazione prima di tutto verticale, ma che in alcuni casi può diventare orizzontale, ove si vada a coinvolgere anche i fornitori (come nel caso delle manutenzioni con la piattaforma Machine Ledger 4.0).

 

 

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