Perché vogliamo parlare del 2021.

Perché vogliamo dimenticare quanto prima il 2020? Forse.

Perché è alle porte? Può darsi.

Per augurarci, nel periodo che si avvicina al Natale, che il prossimo anno sia prosperoso e ricco di soddisfazioni? Perché no..

Ma non è questo il punto.

Parliamo del 2021, innanzituto perché è sempre poco interessante parlare del presente. Nel presente cogliamo i frutti dei progetti passati, o gli insegnamenti dagli errori commessi.. per il resto, per chi fa il nostro mestiere, il pensiero è sempre rivolto al domani. D’altronde… ci chiamiamo NeXT..

Questa naturale inclinazione, in qualche modo, ci favorisce perché, nel contesto che stiamo vivendo, oggi, tutti sono obbligati a chiedersi come affrontare il prossimo futuro e a pre-vedere quali saranno i temi “caldi” che saranno protagonisti della ricerca, dello sviluppo e della crescita prossimi.

Sì, perché si tornerà a crescere.

Non v’è dubbio, ne siamo confidenti: per questo invitiamo tutti i nostri clienti, i nostri partner, tutte le grandi aziende italiane che hanno fatto la storia, tutte le nuove start up che si stanno affacciando nel mondo industriale e anche i nostri competitor, perché ci sarà bisogno di tutti…

…A crederci fino in fondo.

Noi ci crediamo.

Perché è dalla fiducia che nasce lo sguardo verso il futuro. Non troppo lontano, giusto per fare la cosa giusta, restando però sempre concreti: abbastanza lontano quindi per anticipare i bisogni delle aziende, capire dove sta andando il mondo e proporre soluzioni immediatamente fruibili.

Restare in perfetto equilibrio tra innovazione e concretezza, tra l’urgenza del presente e la necessità della ricerca: questo ci piace sopra ad ogni cosa.

Ma i progetti che non si traducono in azioni sono destinati a rimanere mere idee, nulla di più di un sogno, un proposito rimasto inespresso.

Qual è il piano d’azione, la parola d’ordine di NeXT (anche e soprattutto) per il 2021?

La digitalizzazione totale

 

Il riferimento, in particolare, è rivolto al settore industriale in cui operiamo. Parliamo quindi di tutti gli ambiti e processi, da quello produttivo, alla logistica, alla sicurezza delle persone, le manutenzioni

Le manutenzioni, soprattutto, rappresentano una nuova frontiera, un processo chiave in quel percorso che ogni azienda affronta per perseguire il miglioramento continuo.

Perché le manutenzioni? Perché l’enfasi sempre più spostata sull’automazione e la robotica cambierà in maniera significativa l’aspetto degli stabilimenti del futuro, i quali saranno sempre più automatizzati e nei quali l’uomo avrà un ruolo diverso, più avanzato, di gestore e programmatore.

È chiaro che l’utilizzo massivo della “macchina” rappresenti un vantaggio… solo se si riescirà a gestire in maniera “intelligente” la sua manutenzione, abbattendo cioè i costi e i tempi di una produzione ferma per guasto.

Quando usiamo il termine “intelligente” naturalmente parliamo di Intelligenza Artificiale e qui tocchiamo un secondo tema caldo che informerà non solo il 2021, ma anche gli anni avvenire.

E a questo tema non ci approcciamo proprio da neofiti.

Come già detto (chi ci segue lo sa), NeXT ha sviluppato progetti concreti con l’intelligenza artificiale già da un paio d’anni. Progetti che, in questo lasso di tempo, hanno fornito preziose informazioni a noi e ai nostri clienti relativamente, soprattutto, alla soluzione di problemi di qualità durante il processo produttivo.

Naturalmente, il prossimo step sarà di utilizzare l’Intelligenza artificiale nella nostra soluzione dedicata alle manutenzioni, il Machine Ledger 4.0. Questa soluzione mutua il nome da un “tool” proprio del World Class Manufacturing, ma lo sviluppa digitalizzandolo (superando il tradizionale e obsoleto file excel) e allargandone la portata, fino a trasformarlo in una piattaforma condivisa a diversi livelli, utile a tutti, anche a chi non fa parte del WCM.

Proviamo a pre-vedere gli anni che ci aspettano, a partire dal prossimo:

  • saranno gli anni dell’integrazione, di tutte le conquiste tecnologiche fatte in questa era dell’Industria 4.0, in un unico ambiente e la digitalizzazione costituirà la chiave per connettere ogni cosa, dall’interno all’esterno e viceversa, orizzontalmente e verticalmente;
  • saranno gli anni dell’Infosfera, secondo un felice termine fatto proprio da Luciano Floridi, professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford. L’infosfera è lo spazio semantico costituito dalla totalità delle informazioni, dagli agenti (persone, software, robot, ecc..) e dalle operazioni, cioè le azioni eseguite dagli agenti e che generano informazione. In questa infosfera non ha più senso parlare di online e offline: noi viviamo permanentemente in un mondo ibrido, ma che sta andando sempre di più verso il digitale, l’immateriale, il condivisibile
  • Questo trend verso il digitale è stato fortemente accelerato dalla pandemia che stiamo attualmente vivendo. Lo spostamento di molte attività su piattaforme di comunicazione da remoto, come la didattica, l’e-commerce, che ha avuto un grande impulso rispetto al passato, lo smartworking, hanno indubbiamente accentuato il fenomeno del digital divide che si è presto tramutato in un social divide. Infatti, mentre prima della pandemia, la differenza tra chi aveva accesso a certe tecnologie e chi no, non si tramutava in un gap sociale, ora stiamo vivendo dei momenti in cui anche dei beni necessari (pensiamo all’istruzione) si sono spostati sul digitale e quindi tutto ciò che sino ad ora abbiamo indicato col termine online o virtuale è diventato un bene comune, quindi necessario. Questo significa che il digitale, a breve passerà dal costituire una marcia in più utilizzata da pochi, all’essere una commodity, cioè qualcosa disponibile per tutti e dal quale non si potrà prescindere.

Tutto questo ci aspetta.

Dobbiamo coglierlo con curiosità, serenità e responsabilità.

Curiosità perché chi fa il nostro mestiere ce la deve avere nel sangue.

Serenità perché il cambiamento va accolto, mai temuto.

Responsabilità perché troppe volte nella storia dell’uomo, la ricerca tecnologica è stata guidata da cattivi valori, anzi da non-valori, che hanno portato ad un alto prezzo da pagare, in termini soprattutto di sostenibilità ambientale e sociale.

Il 2021 rappresenterà non solo l’affermazione del digitale, ma l’affermazione del digitale a favore della salute ambientale, e quindi dell’uomo.

Detto questo, concludiamo facendo a tutti voi che ci leggete e ci seguite i più sentiti auguri per un anno migliore e di riscatto.

Tanti auguri da NeXT!

 

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Mood: Visionario

 

 

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