Saving e Continuous Improvement

La ricerca del saving è una delle absi del concetto di continuous improvement, se associamo alconcetto di risparmio, quello di ottimizzazione ed efficacia.

Ed oggi anche il concetto di sostenibilità.

Saving e sostenibilità sono due concetti che negli ultimi anni hanno cominciato ad essere accostati, legati a doppio filo, da un comune workflow.

Non è stato sempre così.

Spesso il risparmio (per l’azienda) si traduceva in un costo elevato per la società, in termini soprattutto di inquinamento, spreco e produzione di rifiuti difficili da smaltire.

La crescita della popolazione mondiale e la globalizzazione economica hanno in qualche modo imposto all’attenzione di tutti, la necessità di prevedere soluzioni sostenibili dal punto di vista ambientale.

È chiaro che tutti sono per la sostenibilità, ma è altrettanto vero che questo concetto deve essere in qualche maniera “conveniente economicamente”, altrimenti rischia di diventare solo una parola vuota.

È proprio il concetto di “saving” che è riuscito a dare potenza alle soluzioni sostenibili: se il sostenibile mi fa risparmiare, diventa un modello applicabile perché efficace.

Quando sostenibile vuol dire risparmio

Forse non ce ne siamo mai accorti davvero, ma esiste un filo rosso che da mezzo secolo collega il concetto di risparmio con quello di sostenibilità.

Pensiamo soprattutto a metodologie come la lean production, nata negli anni ’70, e al World Class Manufacturing, più recente.

Sono metodologie presenti da tempo all’interno delle aziende più competitive. La loro mission è stata sempre l’eliminazione dello spreco.

In particolare, il World Class Manufacturing unisce il concetto di Cost deployment, con l’eliminazione dello spreco, cercando di raggiungere “lo zero” nei difetti, nei guasti, gli incidenti e le scorte.

Tutti questi zeri portano sì ad un guadagno economico, ma altresì una ricaduta su tutta la filiera produttiva e, quindi, sull’ambiente.

Il saving nel processo produttivo: dai consumi, alle manutenzioni, alle scorte di magazzino

 

Dove c’è spreco si nasconde una parte del saving che un’azienda può realizzare.

 

Investire in sistemi (oggi per lo più informatici), di monitoraggio dell’efficienza, consente di capire dove si situano le maggiori perdite di produttività. Riuscire ad ottimizzare tutte le maggiori voci di perdita (guasti, difetti, rallentamenti) porta un indubbio vantaggio dal punto di vista economico, ma aumenta ovviamente anche la sostenibilità del proprio business. Pensiamo soprattutto ad una più razionale gestione delle manutenzioni: lo scopo è quello di evitare fermi macchina che si traducono in perdita di produttività, ma anche di prolungare la vita del macchinario sfruttandolo il più possibile e di avere un consistente risparmio energetico.

Machine Ledger

Machine Ledger

Una forte riduzione dei casi della cosiddetta manutenzione reattiva (cioè a guasto), liberà l’azienda dalla necessità di procurarsi numerose scorte di pezzi di ricambio, che, senza dubbio, costituiscono un costo; ma libera anche le persone che non devono occuparsi di un evento inatteso, che costringendoli a lasciare in sospeso ciò di cui si stavano occupando.

Per quanto riguarda i consumi energetici, il primo passo per risparmiare è conoscere la propria situazione monitorando costantemente l’energia (elettrica, gas, ecc..) che viene consumata.

Interfaccia grafica dei consumi energetici

Interfaccia grafica dei consumi energetici

Interfaccia grafica dei consumi energetici

Interfaccia grafica dei consumi energetici

Collegando dei sistemi informatici evoluti a dispositivi di misura di energia è possibile misurare le grandezze istantanee, come la tensione, la corrente, la potenza attiva. Tutti i dati vengono campionati con una determinata frequenza e registrati su database.

Il frutto di questo monitoraggio è importante che sia facilmente fruibile: interfacce web-based costituiscono la soluzione ideale, potendo andare a visionare i dati, in versione rigorosamente tabellare, oppure in forma di grafici, sia basati su dati storici che in tempo reale. L’aspetto più importante di questo output è l’evidenza delle soglie, preventivamente settate, che indicano criticità nei consumi. Sarà facile, in questo modo, individuare nel dettaglio, quale sia l’elemento più energivoro e perché.

Infine, una voce di spreco, sono indubbiamente le scorte di magazzino.

Integrazione tra Kanban e WMS

Integrazione tra Kanban e WMS

Un sistema informatico che possa far dialogare il sistema produttivo (per esempio un sistema OEE) e il magazzino (un Warehouse Management System), riesce a regolare sia l’approvvigionamento delle scorte nella linea, in pratica un Kanban digitale, che a razionalizzare il magazzino evitando di tenere scorte in eccesso o, peggio, in difetto.

Conclusioni

Come abbiamo visto, parafrasando la frase “il diavolo è nei dettagli”, potremmo dire che “il saving si può trovare dietro ad ogni piccolo spreco”, lungo l’intero flow produttivo.

Non bisogna lasciare nulla al caso e soprattutto tutto deve essere “noto” a noi. Solo basandoci su informazioni oggettive, è possibile prendere decisioni mirate. A volte non c’è bisogno di rivoluzioni, ma di piccoli aggiustamenti.

Oggi, ciò che sembrava avveniristico ieri, è a portata di mano e ad un costo contenuto. Chi è stato pioniere nel processo di digitalizzazione iniziato con l’Industria 4.0, ha affrontato investimenti consistenti. Infatti, nei primi anni, solo i grandi colossi sono stati al passo con la rivoluzione Industriale.

Oggi è diverso: sono passati 10 anni da quando è stata utilizzata per la prima volta l’espressione “Industria 4.0”: considerati i tempi moderni, è come se fosse passato mezzo secolo.

Anche a causa del COVID, che ha dato un impulso incredibile al settore tecnologico, oggi il “digitale” è veramente diffuso. È nelle nostre case, nel luogo di lavoro, nella pubblica amministrazione, negli stabilimenti industriali.

Il mondo è diventato più piccolo e i processi più veloci. Tutto è più raggiungibile e i desideri a portata di mano.

 

Essere competitivi, di conseguenza è diventato un obiettivo più sfidante: ciò che prima era un plus, oggi è un prerequisito. Come ad esempio, una gestione puntuale e scientifica degli sprechi.

 

La sostenibilità è un altro dei requisiti che, chi decide di fare impresa, deve tenere in considerazione: la grande opportunità e sfida del futuro sarà proprio quello di coniugare una sostenibilità green con una sostenibilità economica.

La buona notizia è che oggi abbiamo tutti gli strumenti per farlo.

 

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