Manutenzione professionale – Machine ledger

Il Machine ledger è un modulo che fa parte delle metodologie World Class Manufacturing (WCM). Il Machine ledger è pensato per la manutenzione professionale.

Lo scopo del Machine ledger è quello di tenere sotto controllo la manutenzione dei macchinari, facendo emergere le cause radice dei guasti, alimentando al tempo stesso un archivio storico.

Ma soprattutto il modulo Machine Ledger di NeXT prosegue nella direzione, indicata da tutti gli altri moduli software, di una globale informatizzazione del dato, ovvero della progressiva sostituzione della carta con supporti digitali, e quindi immediatamente disponibili e, soprattutto, interrogabili.

Volendo definire il Machine Ledger in maniera semplice, ma chiara, potremo così definirlo:

È l’insieme e il coordinamento di tutte le attività pensate a livello di componente,
in perfetta sintonia con gli attuali standard del WCM

Andando più in profondità, diremo che esso è caratterizzato:

  • dalla scomposizione della macchina in gruppi funzionali. Ogni componente della macchina viene classificato in base alla sua importanza per il funzionamento della macchina stessa (classe A, B e C).
  • dalle informazioni riguardanti le politiche di manutenzione da applicare

Il progetto

Il Machine Ledger è un modulo software che prevede due momenti, due features principali:

  1. Implementazione del sistema informatico “Machine Ledger”, presso lo stabilimento del cliente.
  2. Realizzazione di un portale web accessibile ai fornitori delle macchine, attraverso il quale questi saranno in grado di inviare al cliente le specifiche delle manutenzioni schedulate nel Machine Ledger.

Il portale web

Attraverso il portale web i fornitori potranno inviare le specifiche delle manutenzioni da effettuare.

In queste specifiche verrà indicato:

  • Nome della macchina
  • Gruppo di appartenenza
  • Sottogruppo delle parti della macchina
  • Ciascun componente del sottogruppo verrà identificato da un codice (numero progressivo).

 

Scomposizione macchina in singoli elementi

Scomposizione macchina in singoli elementi

Queste specifiche prevederanno anche:

  • Disegno della macchina con indicazione dei singoli componenti sui quali operare la manutenzione (vedi figura);
  • Descrizione del componente;
  • Quantità dei componenti;
  • Classe del componente (classe A, B o C);
  • Un eventuale documento (pdf) nel quale saranno indicate eventuali attività di pulizia, ispezione, lubrificazione e riserraggio (CILR): queste operazioni possono essere effettuate dall’operatore.
  • Un eventuale documento (pdf) nel quale saranno indicate eventuali altre procedure di manutenzione standard (SMP): queste operazioni possono essere effettuate dall’operatore.
  • Il tipo di attività da svolgere per portare a compimento ciascuna manutenzione (attività che dovrà svolgere il manutentore e non l’operatore): TBM (Time Based Maintenance, cioè le operazioni da fare periodicamente) o BDM (Breakdown Maintenance, cioè cosa fare in caso di rottura del pezzo).
  • Descrizione delle manutenzioni periodiche che dovrà effettuare l’addetto alla manutenzione;
  • La frequenza con la quale dovrà essere fatta l’attività pdi manutenzione prevista (FREQ).
  • Durata dell’attività di manutenzione espressa in minuti (T).
  • Eventuale presenza di procedure di manutenzione standard (SMP).
  • Se la manutenzione deve essere eseguita a macchina che lavora o a macchina ferma (L/F).

 

Infine, il fornitore avrà la possibilità di allegare un pdf riguardante il CILR (il calendario per effettuare le attività di pulizia ispezione lubrificazione e riserraggio). In caso di manutenzioni particolari il fornitore potrà integrare l’SMP (le procedure standard di manutenzione) allegando anche qui un file pdf.

Il sistema software “Machine Ledger”

La gestione delle manutenzioni schedulate consisterà in un calendario temporale ad uso dei manutentori.

Il manutentore potrà interagire con il calendario:

  • Registrando le attività di manutenzione portate a compimento.
  • Segnalando la presenza di un eventuale guasto, specificandone la causa:
    • Mancanza di condizioni base
    • Condizioni operative errate
    • Manutenzione insufficiente
    • Errore umano
    • Difetto di progettazione
    • Fattori esterni
  • Annotare i minuti impiegati per effettuare le attività di manutenzioni previste per ogni giorno.
  • Eventuale evento EWO (Emergency Work Order).
  • Avere a disposizione uno storico delle attività pregresse. Nella sezione “KPI’s” infatti, il manutentore potrà prendere nota delle voci MTBF (Mean time Between Failures), TBF (Time Between Fasilure) e MTTR (Mean time to repair) ai fini di avere statistiche sulle rotture e riparazioni.

 


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