Piano Nazionale Industria 4.0: perché investire. Adesso.

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Iniziamo dalla fine.

Cioè dalle ultime novità riguardanti il “Piano Nazionale Industria 4.0” per il 2018.

Il Governo ha ufficialmente presentato le linee guida per il 2018 del piano lanciato un anno fa. Il focus sarà su servizi, competenze e lavoro, nell’ottica dell’Impresa 4.0.

Il 19 settembre, a Roma, si è riunita la Cabina di Regia nazionale di Industria 4.0. Presenti i ministri Calenda, Padoan, Fedeli e Poletti. Ordine del giorno: i risultati delle misure adottate per il 2017 e le linee guida per il 2018.

Ciò che è emerso è che sono aumentate le spese per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Su 68 mila imprese intervistate (Indagine Unioncamere-Infocamere), 24 mila spendono in R&S&I: a riprova di quanto strategico venga percepito l’innovarsi, il cambiare per migliorarsi.

Per quello che interessa l’argomento di questo articolo, diciamo che:

 

…nel 2018 verranno rifinanziate le principali misure previste nel primo anno, rivedendo le aliquote e i perimetri degli incentivi, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica disponibili. Concretamente, con la nuova legge di Bilancio, verranno così prorogati per tutto il 2018 sia il superammortamento al 140% relativo ai beni strumentali ordinari che l’iperammortamento al 250% sui prodotti legati ai processi digitali.

 

Ma di cosa tratta il Piano Nazionale Industria 4.0?

Facciamo un passo indietro e torniamo al 2017…

 

Il Piano Nazionale Industria 4.0

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo CalendaLa politica industriale è tornata al centro dell’agenda di Governo e gli strumenti che abbiamo introdotto partono da una lettura della struttura dell’economia italiana, caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, e tengono conto della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici che stiamo attraversando.

Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.”

Questo virgolettato è quanto ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda nel varare il Piano Nazionale Industria 4.0.

Il Piano Nazionale Industria 4.0 prevede tre direttrici principali:

  • Sostegno economico alle imprese,
  • Sviluppo di competenze a partire dalla formazione scolastica,
  • Diffusione della cultura digitale anche attraverso l’identificazione di aree d’eccellenza.

Convertendo questi punti in numeri, il Governo, nel 2017, intende mobilitare investimenti privati per 10 miliardi di euro in più (passando da 80 a 90 miliardi), con un incremento di 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione e 2,6 miliardi di risorse per progetti early stage nel periodo 2017-2020.

Per quanto riguarda la direttrice relativa alle competenze, l’obiettivo sarà quello di avere 200 mila studenti e 3 mila manager specializzati sui temi dell’Industria 4.0, raddoppiando il numero degli iscritti agli istituti tecnici superiori.

L’ultimo tema, quello della diffusione della cultura digitale, prevede l’istituzione, sempre a partire dal 2017, di competence center e digital innovation hub nazionali, sei consorzi deputati alla discussione sugli standard dell’IoT e un roadshow di sensibilizzazione lungo tutta la Penisola a cui prenderanno parte associazioni, università, aziende testimonial e le più alte cariche istituzionali.

 

Perché parliamo del Piano Nazionale Industria 4.0

Ci è sembrato utile affrontare questo argomento innanzitutto perché il tema dell’industria 4.0 è un tema a noi molto vicino, essendo la NeXT una software house impegnata soprattutto nel settore industriale con prodotti per il monitoraggio dei processi produttivi.

Insomma, ci siamo dentro in pieno in questo nuovo environment, così come ci stanno la maggior parte dei nostri illustri partner/clienti. Ovviamente il nostro desiderio è quello di poterci interfacciare con persone soggetti sempre più informati sulle novità di questa rivoluzione, sempre più sensibili riguardo alle opportunità che essa rappresenta. Il motivo è fin troppo banale: una software house ha un ruolo in prima linea in questa trasformazione digitale che già da qualche anno ha preso campo, specie nelle realtà più prestigiose e avanzate. E noi con queste realtà abbiamo il privilegio di lavorarci da anni: FCA Group, Franke, Faber, Ariston Thermo, Elica, SCA Hygiene Products, per non parlare, fuori dal contesto industriale, di Enel Distribuzione.

La NeXT quindi può affermare di essere perfettamente in grado di garantire l’implementazione di soluzioni altamente avanzate e in relazione alla realizzazione della cosiddetta “smart factory”, una fabbrica intelligente in cui tutto è interconnesso, scambia, analizza e interpreta informazioni di varia natura condividendole con macchine, device, operatori e processi produttivi.

Un'opportunitàIl Piano Nazionale Industria 4.0 costituisce una grande opportunità.

Spesso il cambiamento implica investimenti. Questo meccanismo spesso si scontra con le esigue risorse che un’azienda è in grado di mettere a disposizione per lo sviluppo, la ricerca, il cambiamento, quindi il miglioramento continuo. Anche per questo motivo, fino ad ora, la strada dell’industria 4.0 è stata battuta soprattutto da grandi gruppi industriali, come quelli citati prima.

La NeXT, con il proprio know how si pone come partner ideale per attivare il volano dell’innovazione e della digitalizzazione di dati, processi e connessioni tra tutti gli attori che partecipano al processo produttivo.

Noi realizziamo software per il monitoraggio dei processi (OEE e Andon), per il calcolo dei consumi energetici (di qualsiasi tipo, dall’energia elettrica alle sostanze utilizzate, ecc..), per il Controllo statistico di processo, per la tracciabilità dei prodotti e dei processi, per il warehouse.

 

Detrazioni e agevolazioni

Riassumendo, il Piano Nazionale Industria 4.0, è un piano studiato a supporto delle aziende, associazioni e di tutti quei soggetti “sensibili” a tutto ciò connesso con lo sviluppo tecnologico.

Sono stati predisposti diversi strumenti, detrazioni e agevolazioni, per poter dare slancio ad un settore, quello industriale, che non può restare indietro in questo momento.

La quarta rivoluzione industriale è come un treno che passa molto veloce e sul quale bisogna salire al volo: pena, creare un gap con le altre nazioni e con i competitor, che non potrà più essere colmato.

Della serie… Ora o mai più!

Gli strumenti previsti dal Governo si declinano in due cluster principali:

  • Innovazione: Industria 4.0
  • Competitività

Per quanto riguarda il primo punto, esso si articola nelle seguenti iniziative:

  • Iperammortamento e superammortamento
  • Investire per crescere
  • Nuova Sabatini
  • Credito all’innovazione
  • Credito d’imposta R&S
  • Premiare chi investe nel futuro
  • Patent box
  • Dare valore ai beni immateriali
  • Startup e PMI innovative
  • Accelerare l’innovazione

Per quanto riguarda la competitività, invece gli strumenti saranno i seguenti:

  • Fondo di garanzia
  • Ampliare le possibilità di credito
  • ACE (aiuto alla crescita economica)
  • Potenziare il capitale in impresa
  • IRES, IRI e contabilità per cassa
  • Liberare risorse
  • Salario di produttività
  • Incrementare il salario per recuperare produttività

Andremo, nel corso di questa lettura, a vedere nel dettaglio il modo in cui si concretizzano tutti questi strumenti, ma prima forse bisognerebbe fare chiarezza su cosa significhi parlare di Industria 4.0, altrimenti non si comprende la reale esigenza, (ma forse sarebbe meglio parlare di urgenza!) di partecipare a questo cambiamento.

 

Un passo indietro: perché cambiare?

Sì sa, non è che il Governo ami molto prevedere piani di agevolazioni e detrazioni, specie in un periodo di crisi generale in cui i Governi in genere preferiscono far cassa.. Se è stato previsto un piano come quello di cui stiamo parlando, è perché ci si trova davanti ad un vero e proprio fenomeno storico, di quelli di cui se ne parlerà nei libri di storia, per intenderci. Questo fenomeno è nient’altro che la quarta rivoluzione industriale.

Immaginate cosa sarebbe accaduto a quelle imprese che, nell”800, non si fossero allineate alle possibilità aperte dall’uso della macchina a vapore o a quelle nazioni che non avessero potuto dotarsi di ferrovie mentre, nei Paesi già pronti, le merci e le materie prime potevano viaggiare velocemente tagliando così, enormemente, i costi di trasferimento; o quale sarebbe stato il futuro di quelle aziende che, negli anni ’70, avessero continuato a produrre senza l’ausilio dei primi computer?

Potete immaginarlo.

Ecco tutto ciò che riuscite a immaginare, accadrà se le aziende oggi, in qualsiasi settore, non abbracceranno il cambiamento che si sta sviluppando.

 

Si tratta di un cambiamento che ci viene richiesto. Di più, ci viene preteso.
Presto ci sarà imposto, sempre se si sarà ancora in vita come soggetto imprenditoriale.

 

 La quarta rivoluzione industriale, aka factory 4.0, aka industry 4.0, aka smart factory, è caratterizzata da molteplici aspetti, perché sono diverse le tecnologie abilitanti che hanno contribuito alla sua manifestazione. Queste tecnologie sono le seguenti:

  • Robotics: utilizzo di robot interconnessi con il sistema e programmabili;
  • Additive manufacturing: cioè l’utilizzo di stampanti 3D per la realizzazione a basso costo di prototipi fedeli all’originale, e che quindi consente di tagliare fortemente i costi di sviluppo e ricerca di nuovi prodotti;
  • Augmented Reality: la realtà aumentata può avere un ruolo molto importante ad esempio nel campo del visual management o nella formazione e nell’istruzione degli operatori (Visual SOP)
  • Simulation: la possibilità di creare simulazioni tra le macchine che consentono poi l’ottimizzazione dei processi;
  • Horizontal & vertical integration: cioè l’integrazione delle informazioni lungo tutto il processo produttivo, dal fornitore sino al consumatore
  • Internet of Things: comunicazione tra processi produttivi, macchine, prodotti
  • Cloud computing: gestione dei dati in sistemi aperti
  • Cyber security: Sicurezza durante le operazioni in rete e su sistemi aperti
  • Big data and analytics: cioè la raccolta, l’analisi e l’interpretazione di un’enorme quantità di dati non strutturati provenienti da diverse fonti, dallo stabilimento al consumatore.

È ovvio che un’azienda non dovrà necessariamente essere presente su tutti questi aspetti: dipende dal proprio business, struttura e dimensione. Ma si tratta di tempo.

Industria 4.0: Tecnologie abilitanti

Industria 4.0: Tecnologie abilitanti

 

 

Si dice che il tempo sia galantuomo. Ma a volte può essere anche tiranno

 

Un giorno, tutte le tecnologie di cui sopra non saranno in ogni fabbrica. Saranno in ogni casa.

 

IMPROVE 4.0: come NeXT realizza la smart factory

IMPROVE 4.0, il software che NeXT ha sempre dedicato al settore industriale, è una piattaforma caratterizzata da moduli interscambiabili, a seconda delle esigenze del cliente, e realizzati attraverso un paradigma di programmazione innovativo come quello ad Agenti.

Prima di approfondire in cosa consistano questi Agenti, chiariamo qual è la vision attraverso la quale opera il nostro software:

Modello generale d'impianto

Come si può vedere i Big data sono al centro di questo flusso. IMPROVE raccoglie un enorme quantità di dati non strutturati e ne ricava una sintesi che li rendano intellegibili ed utilizzabili in ottica di continuous improvement, cioè vadano a creare la base di una conoscenza strutturata.

Questa conoscenza strutturata sarà al servizio di modelli predittivi, sia per quanto riguarda la manutenzione, che i consumi di energia e risorse.

L’informazione e la gestione della stessa è alla base della quarta rivoluzione industriale.

Le tecnologie che hanno permesso lo sviluppo della quarta rivoluzione industriale sono differenti, ma tutte centrate sulla comunicazione. L’importanza del ruolo della comunicazione non è una novità: l’uomo si è evoluto da quando ha iniziato ad evolvere I propri sistemi di comunicazione.

Comunicazione

IMPROVE 4.0

Per evoluzione della comunicazione, oggi si intende sempre più lo sviluppo di strumenti digitali, quindi, anche il software.

IMPROVE 4.0, con la sua innovativa piattaforma ad agenti, rappresenta un’evoluzione nel settore del software, il mezzo ideale per gestire la fabbrica che si voglia definire “smart“.

 

IMPROVE e l’Internet of Things

Attraverso gli agenti, ogni macchina o dispositivo capace di generare informazioni, costituisce una rete che comprende:

  • Ogni Agente è creato per agire e comunicare.
  • Ogni Agente nasce pronto per interfacciarsi con l’operatore umano (interfacce GUI), con le macchine e con altri Agenti

 

Questo flusso continuo di informazioni, organizzate in una rete di grandi dimensioni,
diventa la base per la manutenzione predittiva e machine learning.

 

IMPROVE  e il Cloud

IMPROVE 4.0 è un sistema distribuito. Il sistema ad Agenti permette ad IMPROVE 4.0 di risiedere dovunque.

In questo modo i dati sono sempre accessibili da ogni locazione o macchina… o Agente.

Cloud

 

IMPROVE e i Big Data

Comunicazione significa scambio di informazioni.

Naturalmente, uno degli elementi che realizza l’Industria 4.0 è l’abilita di gestire una serie di dati: i cosiddetti Big Data.

I Big data sono dati non strutturati, per cui è necessario sintetizzare questi dati per renderli davvero utili ad uso e consumo delle strategie aziendali.

 

IMPROVE, con i suoi Agenti, rappresenta la capacità di sintetizzare.

 

Queste aggregazioni, queste sintesi, hanno luogo attraverso l’applicazione di specifiche metodologie, logiche, statistiche e matematiche.

Le metodologie di IMPROVE

Flusso dei Big Data

 

IMPROVE e l’integrazione orizzontale e verticale

Integrazione orizzontale e verticaleI concetti di integrazione verticale e orizzontale sono nel DNA di IMPROVE 4.0.

Essi sono garantiti dal fatto che, per diversi aspetti, IMPROVE 4.0 può essere considerato un MES, anche se questa definizione, probabilmente, gli sta un po’ “stretta”.

L’integrazione verticale è realizzata attraverso la comunicazione tra IMPROVE 4.0 e la pianificazione, rappresentato dall’ERP (SAP o altro).

L’integrazione orizzontale è ottenuta attraverso la comunicazione tra tutti i sensori, macchine, dispositivi e operatori umani coinvolti nel processo di produzione.

 

Work in progress

Machine learningCome tutte le software house che si rispettino, abbiamo diversi work in progress, cioè nuovi sviluppi a cui stiamo lavorando alacremente.

Uno di questi riguarda il Machine learning.

IMPROVE 4.0, attraverso l’enorme flusso di dati che abbiamo visto, fornisce la base per l’implementazione di algoritmi che possono imparare partendo proprio dai dati e quindi arrivare a fare previsioni e, infine, prendere decisioni.

In questo contesto, gli Agenti non avranno solo la capacità di reagire a delle situazioni, ma saranno anche in grado di ragionare in base all’esperienza. L’esperienza fornita dai dati.

Machine learning

Il primo progetto di machine learning, concreto e funzionante, è costituito dal PROGETTO A.I.O.C.A.P., realizzato per il Gruppo Franke, e del quale abbiamo parlato approfonditamente nell’articolo “Machine learning e problem solving: prove di intelligenza artificiale“.

Altro campo di sviluppo sono i Chatbot.

Il merge tra Big data e Machine learning consentirà lo sviluppo di una comunicazione più avanzata Human2Machine, grazie alla comprensione del linguaggio naturale.

Chat bot

Con questo abbiamo, speriamo, chiarito, come IMPROVE 4.0, il software progettato e realizzato da NeXT, si declina in un ambiente smart, cioè in ottica Industria 4.0.

 

In cosa consiste il Piano Nazionale Industria 4.0

La mole di investimento del Governo per l’industria 4.0 potrebbe essere così sintetizzato: l’impegno pubblico ammonterà a circa 13 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 355 milioni di euro per l’implementazione del piano nazionale Scuola digitale e dell’alternanza Scuola-lavoro sui percorsi coerenti col progetto, i 70 milioni di euro destinati alla formazione specialistica, i 170 milioni previsti per il potenziamento dei cluster tecnologici e infine i 100 milioni per i già citati competence center. Un totale quindi di ulteriori 700 milioni di euro.

Rimandiamo per una dettagliata documentazione relativamente alle detrazioni e agevolazioni previste dal Piano, al documento del MISE. Di seguito passiamo, sinteticamente, ad analizzare le varie iniziative previste.

Aggiungiamo che la maggior parte di queste agevolazioni sono cumulabili tra loro.

 

Iperammortamento e Superammortamento

iperammortamento e SuperammortamentoPer quanto riguarda l’iperammortamento, la proposta è quella di passare da un’aliquota relativa agli investimenti nell’Industria 4.0, dal 140% al 250%. Per investimenti nell’Industria 4.0, si intendono investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti, acquistati o in leasing.

Per il superammortamento ci sarà una proroga con aliquota al 140% ad eccezione di veicoli ed altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%. Gli investimenti si intendono in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing. Per chi beneficia dell’iperammortamento ci sarà la possibilità di fruire dell’agevolazione anche per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

L’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene dovrà avvenire entro il 30 giugno 2018.

 

Nuova Sabatini

Nuova SabatiniL’obiettivo della Nuova Sabatini è quello di sostenere le imprese che richiedono finanziamenti bancari per investimenti in nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature di fabbrica a uso produttivo e tecnologie digitali (hardware e software).

Su finanziamenti bancari di importo compreso tra 20.000 e 2.000.000 di euro, concessi da istituti bancari convenzionati con il MISE, che attingono sia a un apposito plafond di Cassa Depositi e Prestiti, sia alla provvista ordinaria, è previsto un contributo a parziale copertura degli interessi pagati dall’impresa. Inoltre, accesso prioritario al Fondo centrale di Garanzia nella misura massima dell’80%.

Il target di questa iniziativa è costituito da tutte le micro, piccole e medie imprese presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dal settore economico in cui operano.

La richiesta di finanziamento dovrà essere presentata alla banca o ad un intermediario finanziario entro il 31 dicembre 2018.

 

Credito d’imposta R&S

Credito d'imposta R&SL’obiettivo di questo strumento è quello di stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese.

In pratica sono agevolate tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: assunzione di personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, startup e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

La misura è applicabile per le spese in Ricerca e Sviluppo che saranno sostenute nel periodo 2017-2020.

I beneficiari saranno tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (imprese, enti non commerciali, consorzi e reti d’impresa), indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.

 

Patent box

L’obiettivo del Patent Box è quello di rendere il mercato italiano maggiormente attrattivo per gli investimenti nazionali ed esteri di lungo termine, prevedendo una tassazione agevolata su redditi derivanti dall’utilizzoPatent Box della proprietà intellettuale.

Viene prevista quindi una tassazione agevolata (riduzione delle aliquote IRES e IRAP del 50% dal 2017 in poi, sui redditi d’impresa connessi all’uso diretto o indiretto (ovvero in licenza d’uso) di beni immateriali sia nei confronti di controparti terze che di controparti correlate (società infragruppo)) sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali: brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how e software protetto da copyright.

Possono accedere all’agevolazione i soggetti titolari di reddito d’impresa, i cui redditi dipendono in modo dimostrabile dall’utilizzo di beni immateriali.

 

Start up e PMI innovative

Start Up e PMI innovativeL’obiettivo dichiarato è quello di sostenere le imprese innovative in tutte le fasi del loro ciclo di vita, favorendo quindi l’imprenditoria innovativa, diffondendo una nuova cultura imprenditoriale votata alla collaborazione, all’innovazione e all’internazionalizzazione.

I benefici per queste startup o PMI sono diversi:

  • Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita.
  • Esonero dalla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica.
  • Possibilità anche per le srl di emettere piani di incentivazione in equity, agevolati fiscalmente.
  • Incentivi agli investimenti in capitale di rischio: detrazione IRPEF (per investimenti fino a 1 milione di euro) o deduzione dell’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni) pari al 30%.
  • Accesso gratuito, semplificato e prioritario al Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Equity crowdfunding per la raccolta di nuovi capitali di rischio.
  • Italia Startup Visa: una modalità digitale, semplice e accelerata per attrarre imprenditori innovativi.
  • Possibilità di cedere le perdite a società quotate sponsor (almeno il 20% delle quote).
  • In caso di insuccesso: esonero dalla disciplina fallimentare ordinaria.
  • In caso di successo: le startup mature possono convertirsi agilmente in PMI innovative, continuando a godere dei principali benefici.

 

Fondo di garanzia

Fondo di garanziaLo scopo del Fondo di Garanzia è quello di sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie, potendo ottenere quindi la concessione di una garanzia pubblica, fino a un massimo dell’80% del finanziamento, per operazioni sia a breve sia a medio-lungo termine, sia per far fronte a esigenze di liquidità che per realizzare investimenti.

Il Fondo garantisce a ciascuna impresa o professionista un importo massimo di 2,5 milioni di euro, un plafond che può essere utilizzato attraverso una o più operazioni, fino a concorrenza del tetto stabilito, senza un limite al numero di operazioni effettuabili.

Possono accedere al Fondo di Garanzia, micro imprese e PMI, incluse le startup. Ma anche professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

ACE (Aiuto alla Crescita Economica)

ACE (Aiuto alla Crescita Economica)L’obiettivo dell’ACE è quello di incentivare il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane attraverso il finanziamento con capitale proprio, al fine di ottenere strutture finanziarie più equilibrate fra fonti e impieghi e fra capitale di rischio e debito, e quindi più competitive.

 

IRES e IRI

IRES e IRIQuesti strumenti serviranno a ridurre la pressione fiscale per le imprese che investono nel futuro lasciando gli utili in azienda.

Questo avverrà attraverso il taglio dell’IRES dal 27,5% al 24%, avvicinando l’aliquota a quella della media UE. Inoltre, gli imprenditori individuali e soci di società di persone, potranno optare per un’aliquota unica del 24% (IRI) a fronte dell’attuale regime IRPEF che prevede aliquote fino al 43%. Il 24% si applica sulla parte di reddito d’impresa che resta in azienda, mentre sulle somme prelevate per uso personale si continua a pagare l’IRPEF.

L’IRES si rivolge a società di capitali, enti non commerciali, cooperative. L’IRI, invece, ad imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Possono utilizzarla anche cooperative e srl con ricavi non superiori a 5 milioni di euro e con una ristretta base societaria.

 

Salario di produttività

Salario di produttivitàCon questa soluzione si vuole facilitare l’incremento di produttività spostando la contrattazione a livello aziendale e introducendo scambi positivi tra aumenti di efficienza e incrementi salariali per i lavoratori.

I premi salariali legati ad aumenti di produttività aziendale riceveranno una tassazione flat del 10%. Il limite del premio cui applicare la detassazione è pari a 3.000 euro. Sarà agevolato anche il ricorso a servizi di previdenza complementare, all’assistenza sanitaria, ad assicurazioni contro la non-autosufficienza, a servizi educativi e alla partecipazione azionaria da parte dei dipendenti.

 

Conclusioni: nuove connessioni, dalla lean all’industria 4.0

Per concludere andiamo a ricordare il senso di questa lunga chiacchierata riguardante il “Piano Nazionale Industria 4.0”: la NeXT è una software house la cui mission naturale è da sempre quella di introdurre, presso i propri clienti, tutti quei meccanismi e logiche che oggi vengono posti sotto il “cappello” dell’industria 4.0.

 

“Svolgiamo il ruolo di facilitatori di nuove dinamiche, del cambiamento

 

In tutti questi anni non ci siamo limitati ad installare software: abbiamo portato con noi tutta la nostra cultura, abbiamo portato la lean production e tutti i suoi metodi, tradotti in bit.

Proprio questa familiarità con i principi della lean ci ha consentito di trovarci attrezzati, probabilmente meglio di altri, per affrontare i nuovi temi proposti dall’industria 4.0: temi che sono, a nostro avviso, lo sviluppo naturale di quei principi, connessi a tecnologie finalmente abilitanti.

Nella speranza di esservi stati utili, o semplicemente di essere stati interessanti, vi diamo appuntamento presso tutti i nostri punti di contatto, che trovate di seguito.

A presto!

Next

La NeXT è una software house che produce e commercializza sistemi informatici studiati per fornire informazioni e dati aggregati al management aziendale, supportandolo nelle decisioni operative. La NeXT può garantire una eccellente qualità del servizio, grazie alla tecnologia della programmazione ad agenti, unica nel settore.

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